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Pop Gospel Choir

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del Little Gospel Choir

Dietro le quinte

04 marzo 2019

 

Chi assiste ad un concerto forse non si è mai chiesto cosa precede un’esibizione, cosa succede prima dell’applauso di benvenuto, ve lo raccontiamo noi…

 

 

 

Qualche ora prima il direttore si reca sul posto con alcuni coristi, per preparare l’impianto , poi arriva il resto del coro:  i primi, i più precisini in anticipo, a seguire quelli che incredibilmente  rispettano l’orario prestabilito ed infine i soliti ritardatari, che normalmente sono pochi. C’è chi ha i bimbi piccoli, chi è rimasto in coda in autostrada, chi doveva portare il gatto dal veterinario,  chi avendo poco senso dell’orientamento si è perso lungo la strada e chi più ne ha più ne metta…

 

Quando il gruppo è al completo o quasi,  si  procede con il riscaldamento voci,  le prove di alcuni brani, e il check-sound,  gestito dai  nostri fonici che hanno il ruolo di regolare i suoni in modo da renderli ottimali sia per il pubblico che per  i coristi. Ma il compito più difficile per loro è senza dubbio accontentare le richieste di venticinque  voci e per questo detengono il titolo di uomini più pazienti “al mondo”. Unitamente  a loro c’è anche il direttore che è tenuto a mantenere la calma, comunicando al fonico ogni dubbio espresso dai coristi. Quando ad un certo punto chiede se va tutto bene c’è sempre qualcuno che risponde ”Non sento la base” e magari il vicino sta dicendo esattamente il contrario.  

Dopo la prova suoni ci si deve vestire indossando la tunica o quanto indicato dal maestro in precedenza. A volte  tutto ciò avviene in un locale unico  che per la maggior parte del coro non rappresenta alcun problema e si espone con noncuranza allo sguardo dei presenti, svestendosi e rivestendosi in tutta tranquillità. Per alcuni invece  rappresenta un ostacolo e si attende pazientemente in coda il proprio turno per cambiarsi nell’unico bagno disponibile.

Poi arriva la parte più divertente, il momento del “trucco e parrucco”, attimo in cui si realizza che le borse delle donne sono meglio dei cappelli dei prestigiatori. Chiedi e ti sarà dato, spesso l’unico tavolo presente nella sala si riempie di cianfrusaglie varie che si mischiano alle varie tipologie di caramelle portate dalle coriste più generose. Talvolta dopo il concerto nella propria pochette ci si ritrova con un nuovo rossetto o viceversa.

Alla fine tutti sono pronti,  l’orario dell’esibizione è prossimo e bisogna prepararsi in ordine per salire sul palco seguendo le indicazioni  del direttore. Qui ogni corista che si rispetti dovrebbe mettersi in fila correttamente pronto ad entrare, ma non sempre è così; ogni tanto c’è qualcuno che preso dall’ansia si confonde e sbaglia. Naturalmente viene indirizzato  al suo posto da chi prontamente se ne accorge. Questa è la fase più ansiogena, quella in cui i momenti diventano interminabili, proprio quando si sente il presentatore che legge. E finalmente arriva il momento di salire sul palco,  il direttore dà il cenno d’ inizio e la musica si espande in tutta la sala creando un’atmosfera magica.

Il concerto è finito e ci si rilassa, si scende in sala a salutare parenti e amici e ci si accorda per andare tutti insieme in pizzeria o da qualche altra parte,  rivivendo così collettivamente i magici momenti della splendida serata.